luglio 24th, 2010 Italia | No Comments »
Mantova è una delle città più belle d’Italia, immersa nel cuore della pianura padana è molto poco lombarda e famosa soprattutto per la produzione di mice dolcissime e tenerissime.
Ricca di storia e monumenti è una città adatta a una visita lampo di un solo giorno ma anche a un week end, pur non essendo impresa semplicissima trovare un hotel a Mantova.
A tutti coloro che sono interessati a visitare (magari per la prima volta) la città di Mantova non posso fare a meno di consigliare una visita al Duomo, imponente sia per la bellezza che per la storia.
giugno 15th, 2010 Turismo | No Comments »
In prossimità di alcune opere d’arte a Firenze, sono state collocate le prime targhe per indicare nome, autore, caratteristiche dell’opera. In tutto il territorio comunale sono state individuate 180 opere d’arte, fra moderne e antiche e per 100 di queste sono già state realizzate le prime targhe e ne sono state già installate 40.
Le targhe sono bilingue (italiano ed inglese) ed indicano se si tratta di un’opera originale o di una copia ed in quest’ultimo caso, indicheranno anche il luogo in cui l’opera originale è conservata. Fra le opere già provviste di targa il Mascherone in Borgo San Jacopo, le due Colonne di San Felice e Santa Felicita (rispettivamente in via Guicciardini e via Maggio) ed il Bacco di Giambologna a Ponte Vecchio che sono le prime opere ad essere dotate delle apposite targhe.
giugno 2nd, 2010 Eros | No Comments »
Un sito, una directory, che elenca tutti i sexy shop d’Italia, suddivisti per regione e provincia. Il sito non richiede registrazione ed è consultabile gratuitamente; non contiene immagini per adulti, è un semplice elenco monotematico, si potrebbe definire come una versione molto ridotta ed estremamente specializzata delle classiche Yellow Pages.
maggio 2nd, 2010 Italia | No Comments »
Il Tesoro del Duomo di Monza, costituito di preziosi oggetti d’epoca longobarda, è ciò che rimane a seguito delle confische di oro e argento avvenute nel 1796, per le spese di guerra necessarie a Napoleone Bonaparte. Molti manufatti vennero fusi e persi per sempre (in particolare l’antica croce istoriata con bassorilievi storici).
Sempre Napoleone, per arricchire la Biblioteca Nazionale di Parigi, ordinò il trasferimento di un’altra parte del Tesoro, comprendente le corone di Agilulfo e Teodolinda, la Tazza di Zaffiro, dittici ed Evangeliario. Nel 1816 molti oggetti furono restituiti, ma andarono perse la corona di Agilulfo in oro e gemme (rubata e fusa dal ladro Charlier nel 1804) e il prezioso Evangeliario. Attualmente il Tesoro comprende la Corona Ferrea, la Tazza di Zaffiro, la Croce e Corona di Teodolinda (un cerchio d’oro gemmato con croce greca), la Croce di Berengario (cosparsa di perle e gemme), calici in argento, reliquiari, ampolle provenienti dalla Terra Santa e altri preziosi manufatti.
aprile 2nd, 2010 Italia | No Comments »
La storia di Como inizia con l’invasione romana nel 196 a.C.; la zona pianeggiante in prossimità del lago infatti sembra che rimase disabitata fino a quando non furono sufficienti le cognizioni idrauliche per bonificare la zona.
Nel 70 d.C., con Gaio Scipione, vi fu una prima immigrazione di tremila coloni ed in seguito, in età cesariana, arrivarono cinquecento greci che importarono la coltivazione della vita e dell’ulivo. In quest’epoca vi una fioritura urbanistica che ci è confermata dalla datazione della cinta muraria e dalla disposizione ortogonale della città. Con la fine delle lotte fra Cesare e Pompeo, Como divenne "Municipio", conquistando l’autonomia
marzo 2nd, 2010 Italia | No Comments »
Nel corso del XVIII secolo, la funzione del Teatro Regio di Torino era rappresentativa più che musicale. Le serate, riservate in modo quasi esclusivo al ceto aristocratico, erano innanzitutto occasioni mondane, in cui l’aspetto musicale giocava un ruolo secondario. Si scambiavano visite, si chiacchierava, si poteva anche bere e mangiare, prestando ascolto alla musica in modo intermittente, trascurando i recitativi per seguire le arie virtuosistiche presentate dai cantanti più celebri.
All’interno del teatro erano previsti la "Bottega de’ Rinfreschi", quella delle "Galanterie", che offriva tabaccheria e articoli di bigiotteria, e le "Camere pel Giuoco", dove il gioco d’azzardo aveva un volume tale da rappresentare una fonte di reddito non indifferente per l’amministrazione.
febbraio 2nd, 2010 Viaggi | No Comments »
Il Granduca Ferdinando II sancisce la fondazione del "Monte non vacabile de’ Paschi della Città e Stato di Siena". E’ un atto importante nella crescita del futuro istituto bancario e che precede un altro grande evento, quello relativo all’anno 1619 quando, su richiesta della Balia, è istituito un "altro Monte" per fronteggiare i crescenti bisogni dei cittadini.
La nascita del Monte segna la conclusione del lungo periodo di crisi, dovuto alla fine della Repubblica senese, del quattrocentesco Monte di Pietà che prendeva in prestito capitale dello Spedale e delle Opere Pie per riprestarlo in pegno ad un tasso del 7%. La parola "Paschi" deriva dagli antichi diritti senesi di pascolo in Maremma.
gennaio 26th, 2010 Italia | No Comments »
Le vie della Palermo antica cambiavano spesso nome, ogni qual volta nei luoghi si avvicendavano le attività di maestranze esperte. Tutto ciò accadeva soprattutto nelle vie del centro storico in cui ci sono ancora diverse testimonianze.
Un tratto dell’attuale corso Vittorio Emanuele viene indicato nei documenti del XVI secolo come via dei "Chitarrara", per la presenza dei costruttori di strumenti a corda, ma il nome più comune fu via dei "Librai" per la presenza dei venditori di libri.
Nel XVIII secolo alla vendita dei libri si affiancò quella di cinghie e finiture in cuoio per cavalcature per cui la strada venne anche detta di "Cintorai".
Lungo la strada esercitavanao anche i venditori di chiodi e lo stesso convento Francescano viene spesso indicato come San Francesco ai Cintorai o San Francesco "li Chiovara".
gennaio 15th, 2010 Italia | No Comments »
L’antico ghetto di Padova
Il primo tratto di via San Martino e Solferino, a levante, che un tempo si chiamava via Sirena (dall’insegna di una bottega), "comprende l’ex ghetto, istituito nel 1603. Quando i francesi nel 1797 abbatterono le porte dichiarando l’uguaglianza degli ebrei, via Sirena prese il nome di via Libera.
Si ha notizia, che nel quartiere israelita vi erano nel Seicento sessantaquatttro negozi, dove si esercitava prevalentemente la "strazzeria" (commercio di oggetti usati). Vi erano tre sinagoghe, di rito italiano, tedesco e spagnolo, con una popolazione aggirantesi sulle mille persone. Ora è rimasta una sola sinagoga, all’esterno della quale una lapide rammenta gli ebrei trucidati durante l’ultimo conflitto, dei quali ottomila italiani e quarantasei padovani.
Caratteristici rimangono molti edifici del ghetto, con varietà di pilastri e colonne di recupero. Intervenuta l’emancipazione degli ebrei nel 1797 e apertosi il quartiere, le bottegucce rimasero tali, modestissime se non misere: rigattieri, alimentari, rimesse. Ora l’ex ghetto si avvia, per la sua centralità, a diventare un’interessantissima e caratteristica area commerciale, persino di generi di lusso o voluttuari.
dicembre 26th, 2009 Italia | No Comments »
Il Palazzo Reale di Napoli,costruito nei primi decenni del XVI secolo come residenza del re di Spagna, è circondato da un vasto parco e da tre splendidi giardini decorati da fontane, statue, radure, loggiati e labirinti.
La zona verde comprende lo spazio tra il palazzo vecchio e quello nuovo e il castello.
Il palazzo vecchio, edificato per volontà di Don Pedro d’Aragona nella metà del XV secolo, venne abbattuto verso la metà del XIX secolo. Lo rimpiazzarono l’attuale Piazza Trieste e Trento e il giardino Italia e il giardino Pensile.
Il giardino Italia prende il nome dalla statua di Liberti che lo decora.
Il giardino Pensile, tipico esempio di giardino all’italiana, è situato vicino al mare e offre un suggestivo panorama di Napoli; lo adornano aiuole geometriche collegate tra loro da un lungo pergolato di bouganvillea.
Il giardino verso il castello corrisponde all’attuale giardino romantico, circondato da una cancellata in ghisa lungo via S. Carlo e piazza Castello, per il resto fiancheggia il palazzo e il teatro S. Carlo. Sul lato del teatro si scorge un piccolo belvedere facilmente accessibile attraverso due scale di piperno; mentre nelle vicinanze di piazza Castello sono disposte quattro aiuole quadrate che per la loro pendenza assumono l’aspetto di terrazza – giardino. Compongono le aiuole esemplari ad alto fusto e cordoli di tufo posti in funzione di cornice.
Il progetto del parco e dei tre giardini viene attribuito a Gaetano Genovese, oltre alle trasformazioni del palazzo nuovo da lui attuate.