Ogni anno, a settembre, Mantova si trasforma in una specie di città-parco della lettura: le piazze si riempiono di sedie, i cortili dei palazzi diventano sale d’incontro, i giardini ospitano laboratori per bambini, i teatri storici accolgono i grandi autori internazionali. Tutto questo è Festivaletteratura, la manifestazione che dal 1997 ha praticamente inventato un modo italiano di fare festival letterario: cinque giorni fitti di appuntamenti sparsi in tutta la città, con volontari in maglietta blu a fare da anima organizzativa, un pubblico che macina chilometri tra un evento e l’altro, e una programmazione che mescola scrittori celebri e voci meno note con un gusto che pochi altri festival riescono a mantenere.
L’edizione del 2026 è quella del trentennale, un anniversario che il sito racconta anche attraverso un podcast dedicato (“In trent’anni”) e materiali d’archivio recuperati dalle edizioni passate. Il sito festivaletteratura.it è organizzato in modo da essere utile sia a chi si prepara al festival in corso sia a chi vuole recuperare quello che ha perso nelle edizioni precedenti. La sezione Edizione 2026 raccoglie tutto quello che serve per orientarsi durante i giorni della manifestazione: programma completo, elenco degli autori ospiti, mappa dei luoghi, informazioni sulle serie tematiche (i cicli di appuntamenti che si ripetono in giorni diversi), avvisi su variazioni e cancellazioni.
Per la parte pratica il menu offre Biglietteria (che rimanda a Clappit, la piattaforma di prenotazione degli eventi) e Info e servizi, con indicazioni su mobilità, alloggi, ristorazione, shopping, musei aperti in occasione del festival, altri eventi collaterali in città nei giorni della manifestazione. Chi viene per la prima volta a Mantova troverà indicazioni utili anche per vivere il festival lontano dalle sale, per esempio i consigli sulle biciclette a noleggio (Mantova è pianeggiante e si gira meglio in bici) o le mappe delle librerie temporanee montate per l’occasione.
La sezione più interessante fuori stagione è Archivio e produzioni, dove sono raccolti i podcast, i video degli incontri, i progetti nati dal festival (come “Meglio di un romanzo”, il bando dedicato al giornalismo narrativo) e gli speciali prodotti dalla redazione. Chi non è mai riuscito ad andare a Mantova può usare l’archivio per farsi un’idea del festival, e chi ci è stato può rivivere gli incontri che ha visto (o quelli che si è perso), spesso disponibili in versione audio integrale. C’è anche la sezione Filofestival, dedicata al programma di tesseramento e al sostegno della manifestazione.
Come sito web Festivaletteratura è funzionale e ordinato, senza pretese estetiche particolari ma con tutto quello che serve al posto giusto. La cosa più preziosa, se posso dire la mia, è proprio la ricchezza dell’archivio: il festival dura cinque giorni, il sito accompagna i lettori tutto l’anno, e questa scelta editoriale (raccogliere, catalogare, rendere fruibile) è una delle ragioni per cui Festivaletteratura è diventato un punto di riferimento anche per chi non riesce mai a metterci piede fisicamente.
Sito ufficiale: festivaletteratura.it
