Le recensioni dei vostri siti.

Quello che un tempo facevano le directory.

Palermo

palermoLe vie della Palermo antica cambiavano spesso nome, ogni qual volta nei luoghi si avvicendavano le attività di maestranze esperte. Tutto ciò accadeva soprattutto nelle vie del centro storico in cui ci sono ancora diverse testimonianze.

Un tratto dell’attuale corso Vittorio Emanuele viene indicato nei documenti del XVI secolo come via dei "Chitarrara", per la presenza dei costruttori di strumenti a corda, ma il nome più comune fu via dei "Librai" per la presenza dei venditori di libri.

Nel XVIII secolo alla vendita dei libri si affiancò quella di cinghie e finiture in cuoio per cavalcature per cui la strada venne anche detta di "Cintorai".

Lungo la strada esercitavanao anche i venditori di chiodi e lo stesso convento Francescano viene spesso indicato come San Francesco ai Cintorai o San Francesco "li Chiovara".

Padova

Padova per noiL’antico ghetto di Padova

Il primo tratto di via San Martino e Solferino, a levante, che un tempo si chiamava via Sirena (dall’insegna di una bottega), "comprende l’ex ghetto, istituito nel 1603. Quando i francesi nel 1797 abbatterono le porte dichiarando l’uguaglianza degli ebrei, via Sirena prese il nome di via Libera.

Si ha notizia, che nel quartiere israelita vi erano nel Seicento sessantaquatttro negozi, dove si esercitava prevalentemente la "strazzeria" (commercio di oggetti usati). Vi erano tre sinagoghe, di rito italiano, tedesco e spagnolo, con una popolazione aggirantesi sulle mille persone. Ora è rimasta una sola sinagoga, all’esterno della quale una lapide rammenta gli ebrei trucidati durante l’ultimo conflitto, dei quali ottomila italiani e quarantasei padovani.

Caratteristici rimangono molti edifici del ghetto, con varietà di pilastri e colonne di recupero. Intervenuta l’emancipazione degli ebrei nel 1797 e apertosi il quartiere, le bottegucce rimasero tali, modestissime se non misere: rigattieri, alimentari, rimesse. Ora l’ex ghetto si avvia, per la sua centralità, a diventare un’interessantissima e caratteristica area commerciale, persino di generi di lusso o voluttuari.

Napoli

NapoliIl Palazzo Reale di Napoli,costruito nei primi decenni del XVI secolo come residenza del re di Spagna, è circondato da un vasto parco e da tre splendidi giardini decorati da fontane, statue, radure, loggiati e labirinti.
La zona verde comprende lo spazio tra il palazzo vecchio e quello nuovo e il castello.
Il palazzo vecchio, edificato per volontà di Don Pedro d’Aragona nella metà del XV secolo, venne abbattuto verso la metà del XIX secolo. Lo rimpiazzarono l’attuale Piazza Trieste e Trento e il giardino Italia e il giardino Pensile.
Il giardino Italia prende il nome dalla statua di Liberti che lo decora.
Il giardino Pensile, tipico esempio di giardino all’italiana, è situato vicino al mare e offre un suggestivo panorama di Napoli; lo adornano aiuole geometriche collegate tra loro da un lungo pergolato di bouganvillea.
Il giardino verso il castello corrisponde all’attuale giardino romantico, circondato da una cancellata in ghisa lungo via S. Carlo e piazza Castello, per il resto fiancheggia il palazzo e il teatro S. Carlo. Sul lato del teatro si scorge un piccolo belvedere facilmente accessibile attraverso due scale di piperno; mentre nelle vicinanze di piazza Castello sono disposte quattro aiuole quadrate che per la loro pendenza assumono l’aspetto di terrazza – giardino. Compongono le aiuole esemplari ad alto fusto e cordoli di tufo posti in funzione di cornice. 
Il progetto del parco e dei tre giardini viene attribuito a Gaetano Genovese, oltre alle trasformazioni del palazzo nuovo da lui attuate.

Cagliari

CagliariLa Torre di Calamosca

Costruita nel 1638 come sistema difensivo spagnolo delle coste sarde, la torre di Calamosca veniva chiamata anche "dei Segnali". Il nome deriva dall’ingegnoso dispositivo di segnalazione che le permetteva di comunicare con il Castello di Cagliari.

Fu baluardo insormontabile contro gli attacchi dei vascelli da guerra della Francia rivoluzionaria durante il tentativo di conquista della Sardegna, avvenuto tra la fine del 1792 e l’inizio del 1793. Il faro adiacente non fa parte dell’impianto originario, ma fu successivamente costruito nel 1859. Attualmente il sito è utilizzato dalla Marina Militare.

Bologna

Bologna Cristina di Svezia a Bologna

La regina svedese, che rinunciò al trono e al suo Paese per venire in Italia e vivervi da cattolica, ha lasciato un segno anche a Bologna. "Quando lasciò Ferrara e giunse nel bolognese, il 25 novembre, fu accolta da una scelta compagnia di prelati e cavalieri con a capo il Vicelegato Ranuccio Ricci. Sopra il Reno era stato costruito appositamente un ponte di barche sul quale il Vicelegato e le altre autorità felsinee incontrarono la regina. Cristina quella sera dormì a San Benedetto di San Pietro in Casale, nella grande villa del Marchese Senatore Gian Nicolò Tanari…". La mattina seguente la regina riprese il viaggio verso Bologna dove fu accolta per giorni con feste e cerimonie.

Venezia

VeneziaI camini di Venezia

In nessuna altra città è possibile rilevare una così alta varietà delle loro forme, delle dimensioni, colori, motivi decorativi e funzionali, frutto della graduale stratificazione storico-archittetonica vissuta dalla città
quelli veneziani si presentano con delle forme uniche.
Essi si innalzano come dei piccoli campanili sopra case e palazzi; attualmente sono circa settemila. Molti sono stati adattati a nuove esigenze, ridotti, modificati, abbattuti perchè insicuri.

La maggioranza di quelli che si possono ancora vedere rappresenta però ancora la Venezia dei secoli trascorsi, quando i camini erano addirittura decorati e dipinti, come si può vedere nei quadri di Vittore Carpaccio e Giovanni Bellini.

Il motivo della diversità dei camini veneziani sta nel fatto che, anticamente, i tetti delle case e anche di alcune chiese erano ricoperti di stuoie di canna o di fasci di paglia. E’ logico pensare come, in periodi di siccità, bastasse una scintilla per incendiare tutta la copertura. Per questo motivo si arrivò ad allontanare da Venezia tutte le attività che potessero essere causa di incendi, come quella del vetro, che venne spostata nell’isola di Murano e furono emanate severe leggi che regolamentavano l’uso del fuoco nelle botteghe e nelle case. Per ovviare alla fuoriuscita delle scintille dai camini si operarono delle soluzioni che dettero vita ai camini a campana rovesciate, e tronco di cono, a forchetta che, con la loro particolare struttura interna, riescono ad ostacolare e raffreddare le faville.
A proposito di camini, una curiosità: nella Venezia dell’anno 1500, stando alla famosa veduta d’uccello di Jacopo de Barbari, i camini erano ben 10.357.

Roma

Roma per noiCon papa Clemente VIII ebbe luogo uno dei processi più famosi di Roma risoltosi con una drastica condanna a morte per la Famiglia Cenci.
A casa Cenci c’era l’inferno: Francesco era una padre-padrone, massacrava i figli a legnate, li lasciava patir la fame, li costringeva a subire una serie di abusi morali e materiali. Fuori casa non era diverso: uccideva, stuprava e fu perfino accusato di sodomia nei riguardi dei figli di un rigattiere di Lungotevere. Decise poi di trasferire moglie e figlia, Beatrice, in uno sperduto paese d’Abruzzo, Petrella Salto, dove continuava a tiranneggiare e, per di più, a rincorrere incestuosi disegni nei confronti della bella figlia.

Dopo l’ennesimo tentativo di insidiare il figlio di primo letto della seconda moglie Lucrezia, Beatrice escogitò il parricidio, con l’aiuto del fratello maggiore Giacomo, della matrigna e del soprintendente di casa Olimpio. Tutti vennero arrestati, compreso il fratello minore Bernardo innocente, e processati. Nessuno sconto di pena da parte del papa. La sentenza: Giacomo torturato, ucciso e fatto a pezzi; Beatrice e Lucrezia decapitate; Bernardo condannato al carcere a vita.

Milano

Milano per noiAl periodo più luminoso della storia di Milano, quello della dinastia Sforza, seguì il periodo più buio, caratterizzato dalla dominazione spagnola. Tasse e dazi di ogni tipo posero un giogo insostenibile per il commercio milanese, che subì una crisi profonda trascinando verso il basso l’intera economia lombarda. Su una città povera, sporca e in preda ai briganti si accanirono due epidemie di peste, nel 1576 e nel 1630, la seconda delle quali splendidamente descritta dal Manzoni nei "Promessi Sposi".

Uniche luci in questo periodo buio le figure del cardinale Federico Borromeo e di suo cugino Carlo che in virtù dell’impegno politico e culturale fecero costruire la Pinacoteca e la Biblioteca Ambrosiana.
Le poche opere architettoniche del periodo sono i palazzi Litta e Cusani e il cortile di Brera.

Firenze

Firenze per noiE’ il punto più suggestivo della passeggiata del Viale dei Colli progettata dall’ architetto Giuseppe Poggi nel 1865, quando Firenze era capitale d’Italia. Il piazzale si affaccia con una balconata su una stupenda vista della città e della conca meravigliosa ove la città giace. Al centro del piazzale si trova il monumento a Michelangelo, da cui deriva il nome del piazzale, formato con riproduzioni in bronzo di statue e offerto dal Governo Italiano al Comune di Firenze in occasione del IV centenario della nascita del Buonarroti.

ciponci.org

L’Italia in pillole, questo potrebbe essere il motto di ciponci.org, un sito che racconta la storia, i monumenti, i personaggi, le leggende d’Italia dalla A alla Z.

Con una serie di articoli programmati settimanalmente ci spinge a conoscere i lati meno noti della penisola percorrendo l’italia da Nord a Sud, dalla Alpi alla Sicilia e dalla Sardegna all’Adriatico. Delle 20 regione italiane e le 106 province vengono raccontati i lati meno noti, per esempio si parla delle ricette e dei prodotti tipici, delle donne famose di una determinata località. Giusto per fare un esempio, sapevate che Torino è la città dei fantasmi e del mistero italiana?

Meglio un solo BL di qualità di 100 inutili o dannosi!