Il web italiano non è ricchissimo di critica culturale lunga forma, di quelle che si fermano davvero a leggere un libro, guardare un film, ascoltare un disco e poi ne scrivono con calma, con la voglia di capire prima di giudicare. Le grandi testate hanno via via ridotto gli spazi, i giornali dedicano poche colonne alle recensioni, molti blog si sono spenti o si sono trasformati in vetrine di prodotti. In questo panorama Doppiozero è un’anomalia felice: una rivista culturale online, non-profit, che dal 2011 pubblica quasi ogni giorno articoli lunghi, saggi, racconti, interventi di critica, tenendo insieme letteratura, cinema, arte, filosofia, scienze, musica.
Fondata a Milano da Marco Belpoliti e Stefano Chiodi, la rivista si presenta come un progetto editoriale collettivo: nella redazione allargata figurano oltre duemila collaboratori (scrittori, critici, giornalisti, ricercatori, studiosi di diverse discipline), che scrivono senza compensi diretti perché il progetto si regge sulle donazioni dei lettori e su una piccola linea di ebook a pagamento. Il modello è quello del “sostieni doppiozero”, con abbonamenti volontari che permettono alla redazione di continuare a pubblicare gratuitamente in accesso libero.
Il menù principale dà l’idea della vastità del progetto: Autori (l’elenco di chi scrive sulla rivista), Archivio (una macchina di ricerca sulle migliaia di articoli pubblicati negli anni), Editoriali (i pezzi firmati dalla direzione), Speciali (numeri monografici dedicati a un tema o a una figura, spesso in occasione di anniversari o eventi), Libreria (gli ebook editi da Doppiozero, scaricabili in cambio di una donazione), Ascolta (il podcast della rivista, con letture, interviste, incontri registrati). C’è anche un’edizione inglese, doppiozero.com/en, che porta all’estero una selezione degli articoli.
Le rubriche tematiche sono numerose e ognuna ha la sua pagina di raccolta: Idee, Cinema, Spettacoli, Mostre, Fotografia, Filosofia, Architettura, Letteratura, Geografie, Scienze, Poesia, Fumetti, Psicoanalisi. Chi arriva sul sito senza una destinazione precisa può orientarsi partendo dall’argomento che lo interessa di più, chi cerca invece un autore o un tema specifico ha nell’archivio uno strumento di ricerca preciso. Gli Speciali meritano una visita a parte: sono spesso dei mini-libri online, con dieci o quindici contributi diversi sullo stesso oggetto, un modo di leggere un tema da più angolazioni che sui giornali quotidiani non si trova mai.
Doppiozero non è una rivista per la lettura veloce: gli articoli sono lunghi, i temi impegnativi, il tono spesso alto (a volte forse un po’ accademico, ma è un difetto di qualità). Chi cerca la recensione stampella in dieci righe passi oltre. Chi invece cerca un posto sul web dove trovare pensiero lento, articoli scritti da persone che sanno di cosa parlano, discussioni che non hanno paura di durare, faccia della homepage di doppiozero.com uno dei suoi segnalibri. E magari, se gli va, sottoscriva anche l’abbonamento di sostegno: uno dei pochi casi in cui pagare per leggere gratis ha un senso preciso.
Sito ufficiale: doppiozero.com
